CiLfw76XIAE9ORd.jpg-largeCon la legge votata oggi cade finalmente un muro invisibile nel nostro Paese, un muro che da decenni relega nell’invisibilità giuridica e nello stigma sociale le persone LGBTI. Con il primo passo in tema di diritti delle coppie omosessuali e la prima storica forma di riconoscimento dei diritti di tutte le convivenze, omo ed etero, la legge votata oggi si pone nel solco delle grandi riforme del diritto di famiglia, dopo l’approvazione del divorzio e della 194 sull’interruzione di gravidanza. Dopo anni di fallimenti, questo Governo ha fatto il proprio dovere, risolvendo, seppur in modo parziale, una grave situazione di inadempienza del Paese di fronte ai nostri valori costituzionali, di fronte all’Unione Europea e di fronte alla storia. Nessuno oggi ha perso. Anche chi si ostina a gridare allo scandalo o al regime,  si accorgerà presto dell’unico vero effetto di questa legge, ovvero il fatto che ci saranno persone un po’ più felici e un po’ più uguali nel nostro Paese. Il primo grazie va a noi stessi, al movimento LGBTI e a tutti quegli attivisti e attiviste che hanno iniziato a lottare in un tempo lontano, quando anche solo parlare di omosessualità era un tabù assoluto: gran parte di loro, in troppi, non sono purtroppo riusciti a vivere questo momento. Un grazie ancora più importante va a ciascuno dei nostri soci e delle nostre socie, poiché ogni persona che negli anni ha aderito ai nostri circoli, ci ha dato un motivo in più per lottare senza sosta per tutti e tutte, per chi ha fatto coming out e per chi vive ancora in modo riservato.

Ciascuno dei nostri soci, nel corso degli anni, ha abbattuto il proprio muro, anche quello di varcare semplicemente la soglia di un circolo. Oggi come allora, cade un muro, un muro ancora più imponente, quello della legislazione. Un grazie, pertanto, va anche alle persone che nel parlamento si sono spese in ogni modo per portare a casa questo risultato, le quali, a fronte dei molteplici esempi di degrado della nostra classe dirigente, hanno dato concretezza ad un’idea di politica al servizio della cittadinanza. E bene ricordare anche, tuttavia, che si tratta della riforma sui diritti che arriva in assoluto più in ritardo nel nostro Paese, dopo oltre  20 anni di dibattito, e che ha dovuto pagare lo scotto del compromesso creando un istituto a hoc per una specifica tipologia di coppie e subendo lo stralcio dei diritti dei bambini e delle bambine delle famiglie omogenitoriali. Una grande riforma, quindi, radicalmente diversa dagli altri provvedimenti di questo esecutivo, che va letta tanto nei contenuti quanto, e soprattutto, per le prospettive che apre e che dovrà aprire.  Abbiamo di fronte una stagione in cui bisognerà faticosamente costruire una società davvero inclusiva, in cui la propaganda reazionaria alla quale stiamo assistendo in queste ore non abbia posto, in cui sulle fondamenta gettate attraverso le leggi si possa costruire un solido edificio che abbia nelle scuole, nella cultura e nell’informazione i propri pilastri.

Noi riteniamo, come dimostrato insieme alle realtà scese in piazza a Montecitorio per seguire gli eventi, che questo sia solo l’inizio. Sarà necessario parlare, discutere e mettersi in gioco sulla ragione più profonda che è alla base di questo provvedimento quello legata al principio di uguaglianza tra i cittadini. Solo così sarà possibile, sin da subito, far vivere questa legge e intraprendere la strada per la riforma delle adozioni, per il matrimonio civile, per un serio intervento sull’educazione sessuale nelle scuole, per una legge contro l’omo-transfobia. La battaglia si sposta adesso nei territori: è per questo che abbiamo inviato di recente una serie di domande ai candidati sindaci delle più grandi città italiane, per capire come intendono contrastare l’omofobia e le discriminazioni nelle loro città e per informare in base alle risposte i nostri oltre 180.000 soci e socie.

Vigileremo sin dalle prossime settimane nel dibattito che si svilupperà sui decreti attuativi, affinchè questa legge possa sviluppare al meglio anche la propria portata simbolica, oltre a quel mutamento sostanziale nel quotidiano di migliaia e migliaia di coppie omo ed eterosessuali.

E’ infine fondamentale ricordare che questo provvedimento avrà valenza immediata per tutti coloro che hanno effettuato la trascrizione di un matrimonio contratto all’estero senza incorrere nell’annullamento tramite decreto prefettizio. Troppi anni sono passati e troppe persone ci hanno lasciato senza poter vedere riconosciuti i propri diritti di coppia. Per questo, se anche una sola coppia potesse usufruire di questa legge anche pochi mesi prima dell’avvento dei decreti, sarebbe per noi un grande e ulteriore risultato.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos

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Fonte: ANDDOS NEWS